“L’ICANN […] vuole creare nuovi domini di primo livello generici” (fonte)
attualmente i domini generici sono 20: .aero, .asia, .biz, .cat, .com, .coop, .edu, .gov, .info, .int, .jobs, .mil, .mobi, .museum, .name, .net, .org, .pro, .tel e .travel.
al giorno d’oggi le grandi marche spesso registrano più di un dominio. esempio lampante non può che essere la Microsoft: provate a digitare microsoft.biz, microsoft.org, microsoft.net o microsoft.jobs (per non parlare dei vari siti .it, .fr o .de). gira e rigira vi trovate sempre nel sito di un monopolista (stessa cosa vale per nike.org e così via).
cosa avviene invece per le organizzazioni no profit? cybersquatting
il sito dell’Unicef (unicef.org o unicef.com) viene rimpiazzato da una pubblicità (.net) o quello del World Wide Web Consortium (w3.org o w3c.org) da vari tentativi di vendita di domini (w3 dot com, w3c dot net) o ancora Emergency (emergency.it) i cui cloni sono siti che raccolgono link sponsorizzati (.net e .org).
immaginate quando si creeranno un numero elevati di domini fittizi come “.health” o “.web”. si aprono ulteriori probabilità per chi usa il Web come vetrina pubblicitaria e non come strumento utile alla società. spero che si levi una voce di protesta contro l’ICANN che dovrebbe espressamente vietare i siti che lucrano sui possibili errori di url da parte degli utenti (sperando che non si ripetano trististissimi casi come quello armani).
update: è ufficiale, saranno disponibili dal 2009. vediamo cosa succederà per il dominio “.armani”…
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